Insieme,
conosciamo
i nostri sé.
Un metodo per sviluppare la consapevolezza di sé, riconoscere le parti che ci abitano e ritrovare un senso di scelta più pieno.
Cos'è il Voice Dialogue
Il Voice Dialogue nasce agli inizi degli anni '70 da un'intuizione di Hal e Sidra Stone, psicologi americani e coppia anche nella vita privata. Hal arrivava dalla formazione junghiana, Sidra da un percorso più accademico e comportamentale. Nei decenni successivi hanno affinato insieme la loro pratica, dando vita alla Psicologia dei Sé: la teoria secondo cui dentro di noi convivono diverse sub-personalità, ognuna con una propria voce. Un'intuizione che dialoga con altre tradizioni della psicologia, dagli archetipi di Jung alla Psicosintesi di Roberto Assagioli, fino agli stati dell'Io di Eric Berne e al lavoro sulle "parti" di Virginia Satir.
Queste sub-personalità sono insiemi di emozioni, pensieri e comportamenti che costruiamo crescendo, modellati dall'ambiente in cui viviamo. Il risultato è la creazione dei nostri Sé Primari, le parti con cui ci identifichiamo di più e che mostriamo al mondo.
La nostra molteplicità interiore
Riconoscere le proprie sub-personalità richiede un lavoro tutt'altro che immediato. Tendiamo a identificarci con alcune di esse fino a confonderle con la nostra intera identità, mentre le altre restano in ombra. Il primo passo è distinguerle: accorgersi che esistono e prendere distanza, invece di lasciarci governare da voci che non riconosciamo come tali.
Le parti con cui ci identifichiamo abitualmente e che presentiamo al mondo. Ci sono così familiari da sembrarci semplicemente "noi".
Ogni identificazione con un Sé Primario lascia nell'ombra la sua polarità opposta, che diventa un sé rinnegato. Chi si riconosce nel "fare", per esempio, vive di ritmo e produttività, fatica a concedersi soste anche quando servirebbero. Eppure, tanto più si rafforza il "fare", tanto più cresce, sotto la superficie, il bisogno inverso: l'"essere", lo stare senza produrre. Non è un caso che tante persone approdino alla meditazione o alla mindfulness proprio nel momento di massimo sovraccarico: è la parte rinnegata che reclama spazio.
Le polarità opposte ai Sé Primari, messe da parte lungo la crescita. Non scompaiono: continuano ad agire sotto traccia e a chiedere riconoscimento.
I sé rinnegati non si dissolvono mai. Riaffiorano nei sogni, nelle intuizioni, nei comportamenti che ci colgono di sorpresa. Più una reazione ci appare estranea, più è probabile che dia voce a una parte che abbiamo escluso. Nei casi più intensi, può manifestarsi persino nel corpo, attraverso il sintomo.
Il segnale più eloquente di un sé rinnegato all'opera è l'intensità del giudizio: quanto severamente condanniamo un comportamento negli altri o in noi stessi, quanto veniamo attratti da certe persone e respinti da altre.
Il processo di consapevolezza
Il Voice Dialogue è un processo che, in uno spazio protetto e facilitato, consente di dare voce sia alle sub-personalità primarie, quelle che già conosciamo, sia a quelle rinnegate. Si impara a prendere distanza dai sé con cui ci siamo identificati, per accogliere e integrare anche le parti lasciate ai margini.
Non si tratta di comprendere, ma di sperimentare. Hal e Sidra Stone chiamano questo spazio l'"Ego Consapevole": una posizione da cui osservare le proprie sub-personalità con lo sguardo di un testimone, riconoscerle e integrarle senza esserne dominati. Non è uno stato stabile, ma un equilibrio in continuo movimento: a ogni Sé Primario corrisponde la sua polarità rinnegata, e l'Ego Consapevole abita esattamente lo spazio tra le due.
La posizione da cui osserviamo le nostre parti come un testimone, accogliendole senza esserne governati. Si colloca nello spazio tra due polarità opposte.
Prendere distanza dai propri Sé Primari e riconoscere quelli rinnegati produce un cambiamento difficile da immaginare finché non lo si vive. È come uscire da una prigione costruita da noi stessi, in cui una parte teneva rinchiuse tutte le altre.
Il Voice Dialogue è creazione di risorse: quindi, coaching.
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Nel coaching, il Voice Dialogue genera un salto di consapevolezza immediato, che si traduce in azione. Chi lo sperimenta accede a una visione più ampia delle proprie risorse e a un senso più pieno di scelta. Facilitare questo processo richiede le competenze fondamentali del coaching ICF: fiducia, presenza, ascolto attivo, comunicazione diretta, sviluppo della consapevolezza. Non esiste Voice Dialogue senza un ascolto capace di cogliere emozioni, tono di voce, pause, silenzi. È un'esperienza: la si comprende davvero solo attraversandola.
Il Voice Dialogue si rivolge a chiunque voglia sviluppare consapevolezza dei propri Sé Primari e Rinnegati, in situazioni che riconoscerai facilmente: la difficoltà a decidere, l'incertezza nei conflitti, le difficoltà relazionali. Sia nel privato che nel lavoro.
Ecco alcuni temi ricorrenti tra i nostri clienti.
- Conflitti tra colleghi o collaboratori
- Rabbia che mina le relazioni di lavoro
- Perfezionismo in ruoli apicali
- Leadership e convinzioni limitanti sulle proprie capacità
- Decisioni importanti da prendere
- Ricerca di lavoro dopo i 50 anni
- Dinamiche di coppia che si ripetono
- Restare bloccati tra due parti
- Rabbia o ansia che prendono il sopravvento
- Il senso di non essere mai abbastanza
- Momenti di transizione e nuovi inizi
- Ruoli familiari in cui si ricade sempre
Voice Dialogue Insights
Brevi riflessioni video per esplorare il metodo e le sue applicazioni, un tema alla volta.
Due esperienze al servizio del metodo
Marzia Iori
Coach ICF MCC, Mentor & Assessor, Supervisor, trainer e facilitatrice in programmi di Leadership e Voice Dialogue. Alle spalle ha oltre 30 anni nel settore bancario, tra cui il ruolo di L&D manager. Il Voice Dialogue fa parte della sua vita dal 2013, quando è stata formata direttamente da John Kent. Continua a investire nel proprio aggiornamento attraverso la supervisione di trainer di fama mondiale come Robert Stamboliev e Jaime Ona Pangaia.
Danny Buccilli
Coach ICF PCC, EQ Assessor e facilitatore Voice Dialogue. Alle spalle ha un decennio di esperienza aziendale, in ruoli manageriali nell'area marketing di alcune multinazionali del largo consumo. Il Voice Dialogue ha un ruolo centrale nel suo sviluppo personale e professionale: gli permette di lavorare sulla sua missione, favorire la scoperta dei nostri sé interiori come motori inesauribili di energia.
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